Toscana: i tartufai di professione possono raccogliere il tartufo anche al di fuori del comune di residenza

I tartufai toscani possono tirare un sospiro di sollievo; sarà possibile la ricerca e la raccolta dei tartufi anche al di fuori del proprio comune di residenza, nonostante le nuove misure di contenimento previste dal nuovo DPCM in vigore da domenica 15 novembre 2020. Tuttavia, è consentita solamente la raccolta professionale, come precisato dall’ordinanza della Regione.

Il via libera della Regione Toscana alla raccolta dei tartufi

Per evitare l’aumento dei prezzi del tartufo e la disfatta di un’economia già provata dall’annullamento degli eventi dedicati al tuber, la Regione Toscana si è espressa favorevole alla ricerca dei tartufi. Come specificato dall’ordinanza 109 del 13 novembre – firmata dal presidente della giunta regionale Eugenio Giani – gli spostamenti saranno consentiti anche al di fuori del comune di residenza, ma solo ad alcune condizioni:

Vista la legge regionale 11 aprile 1995, n. 50 (Norme per la raccolta, coltivazione e commercio di tartufi freschi e conservati destinati al consumo e per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi tartufigeni);

Ritenuto necessario con riferimento alle attività di raccolta tartufi precisare quanto segue:

- gli spostamenti, anche al di fuori del comune di residenza, domicilio o abitazione, sono consentiti esclusivamente nel caso di raccolta dei tartufi svolta a titolo professionale da coloro che:

  1. a) sono in possesso del tesserino di raccoglitore ai sensi dell’articolo 11 della l.r. 50/1995;
  2. b) sono in regola con il pagamento della tassa regionale;
  3. c) sono titolari di P.IVA specifica o del versamento dell'F24 per sostituto di imposta entro i 7.000 euro;

- la raccolta dei tartufi a titolo amatoriale può essere effettuata esclusivamente nel comune di residenza, domicilio o abitazione;

Il ringraziamento dei tartufai Sanminiatesi

Il presidente dell’Associazione Tartufai delle Colline Sanminiatesi Renato Battini ringrazia la Regione Toscana da parte di tutta l’associazione per aver ascoltato la voce dei tartufai, specialmente quelli che vivono grazie al tuber, tutelandone anche la delicata natura, in un rapporto simbiotico necessario per la sopravvivenza di una tradizione importantissima per il nostro paese:

«Ringraziamo la Regione Toscana, in particolare il Presidente Eugenio Giani e l'Assessora all'Agricoltura e Foreste Stefania Saccardi, di avere accolto la richiesta di spostamento dei tartufai fuori del comune di residenza avanzata attraverso l'Unione Regionale delle Associazioni Tartufai Toscane URATT. Riteniamo che il provvedimento sia importante per sostenere nel complesso il sistema tartufo, già provato dall’annullamento di fiere ed eventi e con i ristoranti chiusi se non per l’asporto. Utile a consentire la carenza di rifornimento di prodotto, quindi impedire rialzi di prezzo e, come già abbiamo visto in questo tempo di pandemia, logiche che avvantaggiano i raccoglitori “furbi” rispetto alla stragrande maggioranza che rispetta le regole.»

L’Associazione, inoltre, mette a disposizione le tartufaie che hanno in gestione nei comuni di San Miniato, Palaia, Montaione e Castelfiorentino – e non solo per i residenti – sia per la ricerca che per eventuali interventi di miglioramento.

Fonti: Regione Toscana, QuiNewsCuoio, GoNews

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