Tartufo invernale: la trifola nera e gli altri tuber che amano il freddo

Il tartufo invernale, chiamato anche tartufo nero invernale o trifola nera, è un fungo ipogeo disponibile nei mesi più freddi e che, nonostante non sia pregiato quanto il bianco d’Alba o il nero di Norcia, sta riscuotendo un discreto successo commerciale. Ma non è l’unica trifola che si può raccogliere nel periodo invernale; in questo momento dell’anno, infatti, si sovrappone la raccolta di numerose specie di tartufo.

Tabella stagione raccolta tartufo invernale

Quali tartufi si raccolgono in inverno

A parte il tartufo scorzone (Tuber Aestivum), che si raccoglie solo dal 1º giugno al 31 agosto senza toccare in alcun modo i mesi più freddi, tutte le altre specie commestibili di tartufo hanno un periodo di raccolta che si sovrappone parzialmente con l’inverno. Tralasciando le variazioni d’inizio e fine raccolta specifiche per ogni regione, la maggior parte dei tartufi conclude questa fase proprio durante questi mesi, ma l’unica trifola disponibile interamente per il periodo invernale è il tartufo nero pregiato, disponibile indicativamente dal 15 novembre al 15 marzo.

Il famoso bianco d’Alba finisce il suo periodo di raccolta in pieno inverno, il 31 gennaio, insieme al tartufo nero ordinario, mentre una variante del tartufo estivo, il tartufo nero uncinato, chiude i battenti alla fine di dicembre - proprio all’inizio dell’inverno - sebbene sia chiamato anche tartufo scorzone invernale. Curioso il fatto che ci sia una specie di tartufo nero che sia chiamata proprio tartufo invernale, o tartufo nero d’inverno (Tuber Brumale), chiamato in questo modo proprio perché comincia la sua fase di raccolta a inizio anno, in uno dei momenti più freddi.

Il Tuber Brumale, la trifola nera

Il tartufo invernale, chiamato anche tartufo nero invernale o trifola nera, è un piccolo tartufo che si sviluppa a fine autunno/inizio inverno e difficilmente supera le dimensioni di un’arancia. Alcune regioni ne consentono la raccolta già dal 15 novembre, ma inizia generalmente nei primi giorni dell’anno.

Tuber brumale
  • Il peridio, la parte esterna, è molto simile a quella del nero pregiato, con una forma globosa più o meno regolare, ma con delle verruche poligonali basse e appiattite. Il colore è nero-brunastro, tendente al rossiccio negli esemplari più giovani. Condivide lo stesso habitat del nero pregiato e ha caratteristiche superficiali simili, caratteristica che trae in inganno i cavatori più esperti.
  • La gleba, la parte interna, è più grigio-fumo o grigio-brunastra rispetto a quella del tartufo nero pregiato, con delle venature bianche più grossolane e meno fitte che formano delle ampie zone bianche nei punti in cui confluiscono.
  • Il profumo è forte e persistente, ma gradevole e dai sentori di nocciola acerba o di rapa negli esemplari maturi. Nella variante Moschatum ha un sentore di muschio fresco o di noce moscata che può farlo sembrare molto diverso, quasi come fosse un’altra specie di tartufo.
  • Il sapore è più intenso e marcato rispetto al nero pregiato, ma sicuramente meno gradevole.
  • In cucina è utilizzato soprattutto nei ripieni e in cottura, per arrotondarne l’intensità.

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